RE ITALY, Fiaip: Associazioni e players chiedono un cambio di rotta al Governo

20 Gennaio 2017 | da monitorimmobiliare.it
RE ITALY, Fiaip: Associazioni e players chiedono un cambio di rotta al Governo

Pressione fiscale alle stelle da più di 5 anni e un futuro incerto per l’immobiliare in Italia.  L’Italia, come certifica Eurostat, è l'unico Paese europeo in cui il mercato immobiliare è in crisi e la situazione per il Real estate è peggiorata. Questo il quadro presentato da Fiaip nel corso di RE ITALY Winter Forum oraganizzato da Monitorimmobiliare con Borsa Italiana

Paolo Righi, presidente nazionale Fiaip: “Ci aspettavamo di più dalle istituzioni. Non è sufficiente il ritrovato dinamismo per le compravendite di sole prime abitazioni, ora, servono misure importanti e immediate per tutto il settore  immobiliare. Dobbiamo riportare subito la pressione fiscale sugli immobili ai livelli del 2008, altrimenti non ce la facciamo a reggere".

Il sisma, le emergenze continue sul territorio da una parte e le difficoltà della nostra economia dall'altra, non hanno ancora aiutato il Paese ad uscire dalle difficoltà e a rimettere in moto la ripresa economica per l’immobiliare.

Fiaip lancia l’allarme e chiede al Governo Gentiloni di cambiare rotta, per non rendersi responsabile di una deriva negativa che rischia di non arrestarsi per l’immobiliare, nel corso del Convegno istituzionale di apertura che ha visto la partecipazione di Confedilizia, Ance, Fimaa  e dell’ OPMI - Osservatorio Parlamentare sul Mercato Immobiliare.

Paolo Righi ha ribadito come "oggi, a parte Milano e Roma, per un privato avere un immobile da mettere sul mercato può essere negativo.  In Italia c’è una pressione fiscale sugli immobili che è ancora la più alta in Europa. Nel  2016 si è avuta una prima ripresa parziale del numero di compravendite, non assistita però da una ripresa dei prezzi, che si è concentrata esclusivamente in un certo dinamismo sull’acquisto di prime case”.

C’è quindi una ripresa parziale rispetto a ciò che si era perso in precedenza nel settore immobiliare, ma di certo ciò non basta a risollevare un comparto che vale il 20 per cento del PIl in Italia e ancora oggi soffre per una pressione fiscale insostenibile. “Poi - continua Righi - non ci lamentiamo se in Italia non ci sono investitori e capitali stranieri". Gli investitori immobiliari stranieri chiedono redditività e chiarezza, ma purtroppo in Italia fatichiamo a dare queste risposte e quindi le operazioni di questo tipo sono state e sono tuttora molto limitate. Addirittura assistiamo ad un fenomeno inverso, visto che 49 mila cittadini italiani, solo nel 2015, hanno comprato immobili all'estero, ben 8 mila in più rispetto all'anno precedente. "Il futuro del settore immobiliare italiano è incerto perché dal 2011 in avanti si é deciso di mortificarlo con una serie di decisioni sbagliate, ha sottolineato ancora il Presidente Fiaip . Ci vuole un cambio d’impostazione netta da parte del governo attuale o di quello che verrà per risollevarlo".

E sulle banche e l’ingresso di alcuni istituti creditizi nel comparto immobiliare Fiaip esprime chiaramente la propria posizione. "Se le banche godono di aiuti di Stato, devono continuare a fare le banche e non possono mettersi a fare le agenzie immobiliari". Fiaip puntualizza la propria posizione affinchè il decreto salvabanche non finisca per dare l'opportunità ad alcune realtà del credito di fare concorrenza sleale e danneggiare chi lavora nel settore immobiliare. "Il settore deve fare rete e creare sinergie - ha aggiunto Righi, lanciando un appello a fare sistema a tutti i players - per fare in modo che il mercato torni redditizio e venga alleggerito dai tanti balzelli, lacci e laccioli che attualmente lo soffocano." Fiaip e gli operatori del Real Estate intervenuti a RE ITALY Winter Forum guardano inoltre tutti con molta attenzione e preoccupazione alla situazione delle sofferenze bancarie e all'immissione sul mercato, da parte degli operatori del credito, di immobili derivanti dal recupero dei crediti deteriorati.

 

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